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Pillole di chiarezza – Chi si in…ferma è perduto …

... se si è assentato e la visita fiscale non ha sostenuto

a cura di aMior

E….PCI!!! Ho emesso uno starnuto etichettabile di sinistra, però, anche se io sono politicamente non impegnato, non ci sono dubbi: sono raffreddato e sono preoccupato perché, ogni qualvolta me lo son beccato, il raffreddore ha sempre avuto “un’influenza” negativa su di me!

Prendo il termometro, misuro e leggo 38°: ragazzi è febbre! Faccio un breve ragionamento panoramico e mi rendo conto che oggi è mercoledì, quindi non è la febbre del sabato sera, poi, penso che essendo io un professore e non un minatore, non può essere nemmeno la febbre dell’oro, perciò ragazzi è ufficiale: sono ammalato e a scuola non posso andare!

  • Primo adempimento da fare: comunico tempestivamente, non oltre l’inizio dell’orario delle lezioni, l’assenza all’Istituto;
  • Secondo adempimento: vado dal medico di base o, in caso di impedimento, faccio venire il dottore a casa, affinché stabilisca i giorni di malattia e trasmetta telematicamente e celermente il certificato all’INPS.

A questo punto, sono a metà dell’opera, dal momento che l’argomento in questione è governato da leggi, suppongo che l’opera in parola sia la NORMA! Senza scomodare Vincenzo Bellini, mi chiedo: che prevede la norma?

Ogni assenza, per malattia, può essere soggetta a visita fiscale, richiesta indifferentemente dalla scuola o dall’INPS. Nei giorni che precedono o succedono a un festivo, la scuola dovrebbe obbligatoriamente richiederla. Scrivo dovrebbe perché parecchi istituti, a tal proposito, non si attengono alle disposizioni in vigore.

Per i pochi che non lo sanno, spiego che cos’è la visita fiscale. Consiste in una visita domiciliare di controllo medico-sanitario, per verificare l’effettiva impossibilità del dipendente di poter recarsi sul posto di lavoro. Attraverso la visita, il medico può diminuire, aumentare o azzerare i giorni di prognosi. Le fasce orarie di reperibilità dei dipendenti della scuola, sette giorni su sette, quindi anche nei festivi, sono le seguenti: 9:00-13:00 e 15:00-18:00. Tengo a precisare che in base alla mancata equiparazione tra pubblico e privato, su cui si è recentemente espresso il TAR del Lazio, è molto probabile che le suddette fasce orarie verranno modificate nella maniera appresso indicata: 10:00-12:00 e 17:00-19:00.

Negli orari suddetti (al momento 9:00-13:00 e 15:00-18:00) il dipendente dovrà trovarsi presso l’indirizzo di domicilio indicato nel certificato medico che attesta la malattia. In caso di assenza alla visita domiciliare si rischia l’applicazione delle sanzioni che possono essere di carattere economico (decurtazione o addirittura mancata retribuzione) o disciplinare (se le assenze sono reiterate è previsto pure il licenziamento per giusta causa) o ancora economico-disciplinare insieme.

Anche se è chiaro che non ci si può assentare durante le fasce orarie di reperibilità, esiste, comunque, una casistica ben precisa di giustificazioni valide per non dar luogo alle sanzioni:

  • Concomitanza di visite o prestazioni specialistiche nonché di bisogni indifferibili (necessità improcrastinabile di recarsi in farmacia o dal proprio medico, bisogno impellente di effettuare terapie urgenti, ritiro presso uffici sanitari di documenti legati alla malattia in atto);
  • Eventi di forza maggiore che rendono imprescindibile la presenza del lavoratore altrove per tutelare interessi primari ovvero ogni serio o fondato motivo che rende plausibile l’allontanamento del dipendente dal proprio domicilio.

A conforto delle giustificazioni sopra riportate, occorre produrre i documenti che attestino la veridicità delle motivazioni addotte.

ATTENZIONE: in questi casi, oltre alla documentazione da produrre, è necessario, essenziale, e indispensabile comunicare, preventivamente, l’assenza alla scuola che, a sua volta ne darà comunicazione all’INPS.

A questo punto credo di aver menzionato quasi tutto circa la visita fiscale o, quantomeno, come direbbe Napoleone: una “Bonaparte” di ciò che occorre sapere!

Insomma, per finire in allegria, la visita fiscale si può definire, con molta fantasia, il controllo che si fa per stabilire quanta salute c’è nella malattia!

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