Ottobre 21, 2021

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Mobilità, ancora una vittoria in sede giudiziale dell’AND

 

Il giudice ordina l’immediato riesame della domanda

La vicenda riguarda un docente (patrocinato in giudizio dai legali AND) illegittimamente trasferito nella provincia di Cagliari, vittima del famigerato algoritmo. Il provvedimento, emesso, tra l’altro, in via d’urgenza, si segnala per la specifica censura all’operato dell’ATP di Cosenza.

Con ordinanza del 28/05/2019, Il Tribunale di Cagliari, in composizione monocratica, accoglie l’istanza cautelare, ex art. 700 c.p.c., di docente della provincia di Cosenza, illegittimamente trasferito nell’isola di Sant’Antioco (Ca), a mille km di distanza e 18 ore di viaggio dal luogo di residenza, a dispetto delle sue valide ragioni di precedenza. Due i rilievi principali mossi dal Giudice alle procedure di mobilità gestite dal Miur a far data dal 2016, uno di ordine generale: ossia la inosservanza dell’ordine di precedenza tra le fasi  A, B C, D dei trasferimenti, l’ormai noto malfunzionamento dell’algoritmo, l’altro, in particolare, riguarda l’operato specifico dell’ATP di Cosenza, il quale, secondo quanto emerso di recente, aveva attribuito in titolarità n. 7 posti su ambiti della provincia cosentina a docenti in esubero nazionale.

Una grave alterazione degli esiti della mobilità a danno degli aventi diritto! Per tali motivi il Giudice, riconoscendo le ragioni d’urgenza dell’istante, ha ordinato l’immediato riesame della domanda, in osservanza dei criteri di priorità “includendo tra le sedi disponibili quelle assegnate ai docenti in esubero nazionale dichiarati titolari su provincia “.

 

 

Mobilità, il giudice corregge il famigerato algoritmo. Grande soddisfazione per il nostro Uffico legale

 

Il docente -che si è avvalso della tutela legale dell’AND- ha diritto alla prima sede indicata nella domanda di trasferimento, secondo la procedura prestabilita.

La procedura si era sostanziata in una alterazione delle fasi prestabilite (A, B, C, D) nel contratto, il quale imponeva una successione sequenziale nell’attribuzione delle sedi. L’ordine prestabilito veniva, infatti, inspiegabilmente sovvertito, con il risultato che docenti appartenenti alle fasi successive ottenevano la sede prescelta prima degli altri aventi diritto. Per tali motivi, ha ordinato l’assegnazione definitiva, in favore della ricorrente, della prima sede indicata nella domanda di trasferimento.

Cassazione, docente offeso dai genitori? Legittimo il risarcimento

 

Con l’ordinanza 9059, depositata il 12 aprile 2018, la Cassazione chiude un caso risalente all’anno scolastico 1993/1994.

Importante sentenza della Corte di Cassazione su una vicenda risalente ad oltre vent’anni, ma giunge in un momento particolare delicato dei rapporti tra docenti e genitori, funestato da ripetute denigrazioni e aggressioni addirittura fisiche.

Criticare i metodi educativi e la reputazione dei docenti può costare caro e la quantificazione del risarcimento dovrà tener conto di tutti i disagi e le conseguenze negative subite dal docente. Questo è in sintesi ciò che si desume dall'ordinanza 9059 della Cassazione, depositata il 12 aprile 2018.

Illegittimi accantonamenti idonei concorso 2012

 

Mobilità 2016/2017, sentenza del Tribunale di Catania

 

Il Tribunale di Catania, sezione lavoro, con la sentenza n 732/2019 del 19.02.2018, ha accolto il ricorso di una docente di scuola primaria relativamente alla mobilità 2016/2017.

A distanza di tre anni,  la mobilità straordinaria, conseguente alle assunzioni attuate con la legge 107/2015, concepita dal governo Renzi come la panacea dei mali della scuola pubblica, e con la quale, si era asserito non senza propagandistica imprudenza, che si sarebbe data contestuale risposta alle esigenze di rientro dei neo assunti dislocati sul territorio nazionale ed al contempo ai precari storici permasti nelle Gae, ai quali si era promessa l’assunzione nelle province di appartenenza sui posti residui, ha rivelato tutta la sua fallacia.

Strumento musicale, Tar Lazio accoglie ricorso contro riduzione ore di insegnamento

 

L’ora di ascolto non può essere ricondotta all’esecuzione e all’interpretazione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Terza Bis, con sentenza pubblicata il Pubblicato il 14/03/2018, si è pronunciato su un ricorso avente ad oggetto l’annullamento della Nota Prot. 21315/2017 del 15 maggio 2017 (doc. 1) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, ed avente ad oggetto “Dotazioni Organiche del personale docente per l’anno scolastico 2017/2018 – Trasmissione schema di Decreto Interministeriale nella parte in cui, disciplinando le modalità di assegnazione delle ore sull’organico destinato ai licei musicali.

Diplomati magistrali, una questione che rimane aperta

 

La prassi ci ha abituato ad improvvisi cambi di indirizzo ed a interpretazioni giurisprudenziali e dottrinali tutt’altro che uniformi, conseguenza di una legislazione lacunosa ed imprecisa che ha pregiudicato negli anni quanti si sono accostati al sistema scolastico. È ancora possibile il ricorso in Cassazione e non è preclusa la possibilità alle sezioni singole del Consiglio di Stato di chiedere una nuova pronuncia all’Adunanza plenaria perché modifichi l’orientamento fissato. La questione appare, pertanto, tutt’altro che risolta.

Dottorato di ricerca, il Consiglio di Stato respinge l’istanza cautelare

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) respinge l’istanza cautelare avverso il mancato inserimento nelle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia con il titolo di dottorato di ricerca.

Sentenza, nulli gli incarichi di dirigente tecnico con funzioni ispettive

 

Da Tecnicadellascuola del 6 maggio 2018

Con la sentenza n.179/2018 del Tribunale di Catanzaro – Sezione Lavoro – Giudice dott. Riccardo Ionta è stata messa la parola fine alla dibattuta questione del conferimento degli incarichi dirigenziali e più specificatamente di dirigente tecnico con funzioni ispettive, di cui all’art. 1, co 94 della legge 107/2015, con riferimento alle modalità di svolgimento della procedura selettiva ad evidenza pubblica fissata nell’art. 19, co. 1 bis, dl.gs 165/2001.

La nostra testata si era già interessata all’evidente irregolarità di questi incarichi.

Il tempo è galantuomo, prima o poi rimette a posto tutte le cose

Anche i docenti di ruolo potranno partecipare ai prossimi concorsi.  La Corte Costituzionale con la sentenza n. 251, del 8.11.2017 dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 110, ultimo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107 e l’illegittimità costituzionale dell’art. 17, terzo comma, ultimo periodo, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59.

“Non sono bastate le proteste che hanno riempito le piazze, -afferma il prof. Francesco Greco, presidente dell'Associazione Nazionale Docenti, commentando la sentenza-, i molteplici appelli a desistere dal portare avanti una legge profondamente sbagliata e, in molti punti, contraria ai principi fondanti del nostro ordinamento giuridico, ma dove non sono riusciti la ragione e il buon senso, forse riusciranno il tempo e quel sistema di garanzie costituzionali che ancora regge, nonostante i vari tentativi di demolizione. La scuola, pur ormai fiaccata da tante ferite, mantiene alta la testa, assorbe i colpi e, nel tempo, le restituisce. Il tempo è galantuomo, prima o poi rimette a posto tutte le cose". 

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