Dicembre 03, 2021

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Il ruolo del capo di istituto e gli organi di gestione degli istituti scolastici

 

Come sono gestite le scuole in Europa e quali prerogative ha la leadership negli istituti scolastici? Quello della guida degli istituti di istruzione e formazione è un tema che è sempre attuale nel settore educativo e che si è nel tempo arricchito di nuovi contenuti, di pari passo all’evoluzione dei compiti e delle responsabilità che oggi si trova ad assumere chi ricopre il ruolo di guida delle scuole.

di Erika Bartolini

fonte: http://eurydice.indire.it

Contrazione demografica, nei prossimi dieci anni oltre 55.000 posti/cattedre in meno

 

Secondo uno studio della Fondazione Agnelli, basato sull’elaborazione dei dati Istat della popolazione italiana, nei prossimi dieci anni, la popolazione in età scolare fra i 3 e i 18 anni (dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di II grado) passerà dagli attuali circa 9 milioni a 8 milioni. Un calo che avrà effetti pesanti sulla formazione delle classi e, di conseguenza, sugli organici di personale docente.

Una contrazione che interesserà tutti gli ordini di scuola e che potrà comportare la scomparsa di oltre 55 mila posti/cattedre, se non saranno adottati correttivi come l’innalzamento alunni/classe, modifiche orario cattedre, numero medio di insegnanti per classe o altro.

Stipendi degli insegnanti: in molti paesi europei aumentano mentre in Italia restano ancora congelati

Nel 2013/2014 gli insegnanti di 16 paesi europei (Belgio, Danimarca, Germania, Estonia, Francia, Croazia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Austria, Slovacchia, Finlandia, Regno Unito, Norvegia, ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Turchia) hanno visto i loro stipendi aumentati rispetto al precedente anno scolastico, grazie soprattutto a riforme salariali e adeguamenti al costo della vita.

La Caporetto della conoscenza

 

In Italia i più bassi livelli di istruzione. Dopo di noi, in Europa, solo Spagna, Portogallo e Malta.

“Un ritardo storico nei livelli di istruzione che, stando al rapporto sulla conoscenza 2018 presentato ieri dall’Istat nell’aula Ottagona delle Terme di Diocleziano a Roma, è inferiore di 16,8 punti percentuali rispetto alla media europea: il 60,1% tra i 25-64enni con almeno un titolo di studio secondario superiore contro l’oltre 76% europeo. Questo ritardo è dovuto alla scarsa istruzione della popolazione matura, e non ai giovani e ai meno giovani che, anzi, hanno permesso un aumento di otto punti dal 2007 a oggi, negli anni della peggiore crisi dal Dopoguerra.”...

L'importanza della comunicazione e dei linguaggi non verbali nella motivazione allo studio

Che la comunicazione non verbale del docente, in termini di gestualità, diversa modulazione della voce, un volto sorridente e rasserenante, uno sguardo che esprima attenzione ed interesse nei confronti dei singoli componenti della classe, avesse un effetto benefico sulla motivazione allo studio e, di conseguenza, sul rendimento degli allievi, erano già in tanti a sostenerlo basandosi sulla esperienza quotidiana. Adesso la conferma arriva da uno studio condotto da una ricercatrice dell’Università della Florida, la psicologa Vichy Zygouris-Coe, che ha dimostrato che la comunicazione non verbale degli insegnanti può influenzare considerevolmente l’apprendimento: sia per la passione trasmessa attraverso il corpo nel parlare di certi argomenti, sia per le aspettative positive verso gli allievi comunicate allo stesso modo.

L’inconsistenza delle retribuzioni rende insostenibile la professione

Ad affermarlo è l’OCSE nel recente Rapporto “Uno sguardo sull’istruzione 2017. Indicatori dell’OCSE.

Nel Rapporto è esplicitamente affermato che “Gli insegnanti sono la spina dorsale del sistema dell’istruzione, ma la professione interessa sempre meno i giovani studenti e la popolazione degli insegnanti sta invecchiando, specie nei livelli superiori dell’insegnamento. In media, nei Paesi dell’OCSE, il 33% degli insegnanti dalla scuola primaria alla scuola secondaria aveva meno di 50 anni nel 2015, una percentuale maggiore di tre punti rispetto al 2005. Inoltre, la professione è ancora ampiamente dominata dalle donne che in media, rappresentano sette insegnanti su dieci nei Paesi dell’OCSE. Tuttavia la parità di genere migliora ai livelli superiori d’istruzione: mentre nella scuola preprimaria il 97% degli insegnanti è di sesso femminile, nell’istruzione terziaria le donne costituiscono il 43% del corpo docente.”

Italia sempre più povera. Giù il reddito delle famiglie

Secondo un report pubblicato nei giorni scorsi dall’ISTAT, le famiglie italiane di tutte le regioni nel 2012 hanno potuto disporre di un reddito inferiore a quello dell’anno 2011. Quelle del Mezzogiorno, già con valori più bassi rispetto alla media nazionale, registrano una flessione più contenuta, non così alcune regioni del Nord che registrano uno scostamento assai più significativo.

Di seguito, riportiamo il testo del report e il file pdf con il testo completo dei grafici.

Uno sguardo sull’istruzione a livello globale: i risultati del rapporto OCSE Education at Glance 2016

Il 15 settembre scorso si è ripetuto il consueto appuntamento annuale con l’uscita dell’autorevole rapporto dell’OCSE sullo stato dell’istruzione a livello mondiale: Education at a Glance/Régards sur l’éducation 2016.

Questo corposo volume offre dati statistici nazionali comparabili che analizzano i sistemi educativi dei 35 paesi membri dell’OCSE, oltre a quelli di Argentina, Brasile, Cina, Colombia, Costa Rica, India, Indonesia, Lituania, Federazione russa, Arabia saudita e Sud Africa.

In questa edizione 2016 si misurano, per la prima volta, gli sforzi dei paesi per garantire a tutti un’istruzione inclusiva e di qualità e i risultati che emergono a livello internazionale non sono molto incoraggianti: nei 35 paesi esaminati, solo 12 raggiungono il livello richiesto in almeno 5 dei 10 obiettivi di sviluppo sostenibile per l’istruzione da raggiungere da qui al 2030, e solo 6 dei 22 Stati membri dell’Unione.[1]

Rapporto Censis 2013 sulla situazione sociale del Paese

Sarà presentato oggi, 6 dicembre, il 47° rapporto sulla situazione sociale del Paese/2013. Il rapporto interessa i processi di trasformazione della società italiana. Di seguito riportiamo un estratto per la stampa, attinente al capitolo sui processi formativi.

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