Dicembre 03, 2021

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Focus sull’insegnamento superiore in Europa

Focus on Higher Education in Europe 2010: The Impact of the Bologna Process

Pubblicato dalla Rete europea Eurydice un nuovo studio sull’insegnamento superiore in Europa. Esso  rappresenta una panoramica dei progressi in materia di riforma dell’istruzione superiore dei 46 Paesi partecipanti al Processo di Bologna.

Ricerche internazionali

Le ricerche dell'IEA1

ICILS 2013


TIMSS 2011


PIRLS 2011


ICCS 2009


TIMSS Advanced 2008


TEDS-M

 


1"La IEA è un'associazione indipendente di centri di ricerca educativa, con sede ad Amsterdam. E' stata fondata nel 1958 e, attualmente, vi aderiscono 53 paesi. Scopo della IEA è condurre ricerche comparative internazionali nel campo della valutazione educativa. Attraverso i suoi progetti la IEA mira a definire degli standard internazionali che possono aiutare i decisori politici ad individuare, a livello comparativo, punti di forza e di debolezza dei rispettivi sistemi educativi. L'elevata qualità dei dati forniti contribuisce ad aumentare la comprensione di fattori esterni ed interni alla scuola che influenzano in modo determinante l'apprendimento e l'insegnamento".
Fonte: Invalsi

Abilità sociali per i docenti

di Giusy Manca, Università di Sassari

Il potenziamento delle abilità sociali è attualmente divenuto obiettivo primario delle scuole di ogni ordine e grado ma nella copiosa letteratura a riguardo ci si riferisce per lo più ad attività rivolte agli allievi al fine di migliorare la loro destrezza nelle relazioni intersoggettive: dall’autocontrollo al sapersi rapportare agli altri, dalla corretta gestione dei conflitti all’assunzione di più ruoli in un gruppo, ecc. Da queste letture si evince che le abilità sociali sono molteplici, estremamente differenziate e contestualmente determinate ma parrebbe (erroneamente!) che siano da considerare esclusivamente riferite alla formazione di soggetti in età evolutiva. Conseguentemente, si dà per scontato che un soggetto adulto abbia già acquisito e perfino consolidato tali abilità e non necessiti più di formazione in tal senso. Ciò sarebbe ancor più vero se il soggetto adulto in questione fosse per di più un docente (meglio, un educatore).

Sviluppo di un Sistema Statistico Integrato per la rilevazione della Customer Satisfaction e per la valutazione a componente soggettiva della qualità della Formazione

OBIETTIVI

L’idea di progetto prende le mosse da un’analisi critica dalla norma UNI 11098:2003 ‘Linee guida per la rilevazione della soddisfazione del cliente e per la misurazione degli indicatori del relativo processo’, che rappresenta il quadro di riferimento normativo per la rilevazione della customer satisfaction dell’aziende di produzione e dei servizi.

La norma pur rappresentando un valido punto di partenza nell’ambito della valutazione della soddisfazione del cliente, presenta aree di criticità che richiedono un’ulteriore riflessione e miglioramento sia dal punto vista metodologico che applicativo.

La norma UNI 11098:2003 si presta ad un ulteriore sviluppo nei punti che fanno riferimento alla raccolta e al trattamento dei dati, alla qualità del dato, alla definizione ed uso delle metriche delle scale, alla scelta del piano di campionamento, nonché nell’adozione di modelli statistici di tipo univariato per la misurazione del Customer Satisfaction Index.

Il gruppo di ricerca si propone tre obiettivi principali:

  1. progettare, implementare e sperimentare un sistema di questionari tra loro collegati per valutare il grado di soddisfazione sul servizio scolastico degli studenti, del personale (docente e ATA) e delle famiglie degli studenti, tenendo anche conto delle interrelazioni tra queste tre tipologie di utenze della scuola;
  2. proporre strumenti metodologici integrati ed originali finalizzati alla definizione di indicatori sintetici, alla misurazione di variabili latenti che influenzano la soddisfazione degli utenti, alla classificazione per tipologia di utenti e, infine, alla valutazione “oggettiva” della performance dei servizi scolastici. Le unità di ricerca si occuperanno degli aspetti metodologici ed applicativi con l’esigenza di sviluppare metodologie statistiche in grado di fornire risultati di semplice e di immediata lettura per l’utilizzatore finale non esperto. La ricerca prima esplorerà i limiti degli approcci tradizionali ai problemi di valutazione al fine di descrivere evoluzioni e/o di definire innovativi paradigmi di analisi per valutare la CS nella scuola. Dopo aver fornito le basi scientifiche ed un panorama dello stato dell’arte della CS nelle scuole dei paesi più avanzati , il gruppo di ricerca si occuperà della progettazione dei questionari.
  3. ricercare, sviluppare ed implementare un sistema per la misurazione della CS adatto per la scuola, oltre che un appropriato Customer Satisfaction Index (CSI). Il sistema sarà basato su modelli a classi latenti ed i modelli ad equazioni strutturali estesi al caso di risposte categoriali. Inoltre il gruppo di ricerca si propone di estendere gli approcci di De Soete & Carroll (1994) e Vichi & Kiers (2001) secondo alcune direzioni fondamentali. In primo luogo, si propone di trattare il caso di dati osservati in condizioni differenti (dati multiway) in quanto è richiesto di valutare l’outcome , per il quale è necessario ripetere la valutazione in diversi istanti di tempo per stimare gli effetti a medio-lungo termine; inoltre, sarà esplorata la possibilità di estendere i modelli semiparametrici ad effetti misti ed i modelli a mistura finita per trattare simultaneamente classificazione e riduzione dimensionale, partendo da alcune proposte già presenti in letteratura (si veda: McLachlan, Bean & Peel, 2002; Rocci & Vichi, 2001b).

STRUTTURA

Il progetto si articolerà secondo quattro linee principali di ricerca, le quali sono a loro volta divise in nelle attività riportate nella seguente tabella:

  • LINEA 1: STATO DELL’ARTE E PROGETTAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO PER LA REALIZZAZIONE DEI QUESTIONARI DI CUSTOMER SATISFACTION E DI ALTRI STRUMENTI DI RILEVAZIONE DI COMPORTAMENTI E ATTEGGIAMENTI
    1. Attività 1: Rassegna sullo stato dell’arte
    2. Attività 2: FOCUS GROUP per i questionari e le interviste a testimoni privilegiati rappresentativi del territorio
    3. Attività 3: Definizione degli Item
    4. Attività 4: Analisi delle Scale di Rilevazione degli Atteggiamenti
    5. Attività 5: Progettazione e realizzazione dei Questionari per il Sistema Integrato di Customer Satisfaction e di altri strumenti di rilevazione di comportamenti e atteggiamenti
    6. Attività 6: Progettazione e realizzazione del Questionario per la raccolta dei reclami

 

  • LINEA 2: VALIDAZIONE DEGLI STRUMENTI DI RILEVAZIONE MEDIANTE INDAGINE PRE -TEST
    1. Attività 1: Indagine Pre-Test
    2. Attività 2: Item Response Analysis

 

  • LINEA 3: INDAGINE PILOTA, RACCOLTA DEI DATI E CODIFICA
    1. Attività 1: Definizione del Piano di Campionamento
    2. Attività 2: Somministrazione dei Questionari
    3. Attività 3: Qualità del dato, Trattamento dati Mancanti e Quantificazione

 

  • LINEA 4: ELABORAZIONE DEI DATI RACCOLTI
    1. Attività 1: Analisi mediante Metodi Statistici Parametrici e non Parametrici
    2. Attività 2: Aspetti di criticità presenti nei processi di restituzione e di diffusione degli esiti delle azioni valutative e innovative in relazione ai vari soggetti coinvolti
    3. Attività 3: Modalità di restituzione degli esiti mediante dati o indicatori utili per assumere decisioni ai diversi livelli di responsabilità

PRODOTTO REALIZZATO

Il prodotto realizzato consisterà in un manuale che per lo sviluppo e l’analisi di un sistema integrato per la valutazione della CS degli studenti, del personale e delle famiglie. Il modello di valutazione di CS che sarà sviluppato potrà essere utile per la valutazione esterna della CS che sarà a cura dell’INVALSI e per una autovalutazione interna che sarà a cura delle singole scuole. Il progetto integrerà l’attuale sistema basato esclusivamente sulla valutazione degli apprendimenti e dell’offerta formativa con la valutazione della CS del servizio per fornire indicazioni chiare e consistenti sulle azioni correttive da intraprendere a livello locale e centrale.
Inoltre, il sistema potrà costituire un valido strumento di supporto alle decisioni per la Direzione degli enti di formazione, definendo:

  • Gli Indicatori sintetici del processo educativo (parziali globale);
  • Le Variabili latenti per la misura della soddisfazione degli utenti;
  • Le Mappe di priorità degli Interventi per il miglioramento dei servizi offerti;
  • L’Attività di Benchmarking con le altre Strutture.

ENTE CAPOFILA DEL PROGETTO:

 

DIPARTIMENTO DI MATEMATICA E STATISTICA (DMS), Facoltà di Economia, Università degli Studi di Napoli Federico II

www.dms.unina.it

Responsabile del progetto e coordinarore del Gruppo di ricerca: Prof. Luigi D’Ambra

 

ENTI PARTECIPANTI AL PROGETTO:

DIPARTIMENTO DI STATISTICA, PROBABILITÀ E STATISTICHE APPLICATE (DSPSA), Facoltà di Scienze Statistiche, Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

http://www.dspsa.uniroma1.it

Responsabile progetto: Prof. Maurizio Vichi

 

 

DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE (DSE) - Università degli Studi "Roma Tre"

 http://www.dspsa.uniroma1.it 

Responsabile progetto: Prof. Giuseppe Bove

 

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE DOCENTI (AND)

www.associazionedocenti.it

Responsabile progetto: Prof. Francesco Greco.

 

 

Cifre chiave sull’istruzione in Europa: una scolarità più lunga, professori ed allievi meno numerosi

Relazione della Commissione Europea

La Commissione europea ha presentato oggi una relazione che mette in luce le tendenze positive nei sistemi d’insegnamento in Europa, ma anche le notevoli sfide che essi devono affrontare. Tra le evoluzioni positive, si noterà l’aumento delle iscrizioni dei bambini di 4 anni all’insegnamento prescolastico, l’aumento considerevole del numero di studenti nell’insegnamento superiore ed una tendenza generale all’allungamento della scolarità obbligatoria. In futuro dovranno tuttavia essere affrontate alcune sfide importanti, tra cui quella dell’andamento demografico in Europa, che nei prossimi anni comporterà sia una diminuzione del numero di bambini in età scolare sia il pensionamento di moltissimi insegnanti in numerosi Paesi. La relazione rivela anche una tendenza universale all’aumento dell’autonomia delle scuole in Europa.

Costituzione, libertà di insegnamento, Stato giuridico

Renato Rolli*

Relazione al Seminario Professione docente al bivio - Salone di Rappresentanza del Comune di Cosenza - 13 dicembre 2003


Sommario:

Premessa 1. La libertà dell’arte e della scienza e la libertà di insegnamento (come libertà nella scuola e della scuola) 2. Il diritto allo studio 3. Le competenze legislative tra stato e regioni in materia di istruzione dopo la riforma del Titolo V della Costituzione 4. In particolare: l’art. 117 della Costituzione e la determinazione della potestà legislativa in tema di istruzione 5. Il fondamento giuridico dell’autonomia scolastica 6. Brevi osservazioni conclusive.

Le cifre chiave dell’istruzione in Europa

Edizione 2005

Pubblicata la sesta edizione de “le cifre chiave dell’istruzione in Europa”, edizione 2005, curata Eurydice. L’edizione 2005 offre una descrizione particolarmente vasta del funzionamento dei sistemi educativi e della partecipazione dei giovani a tutti i livelli di formazione. Contiene 153 indicatori relativi a dati sul contesto, sulla partecipazione alla formazione a tutti i gradi d'istruzione, sui mezzi umani e finanziari. La pubblicazione inoltre offre informazioni dettagliate su varie funzioni chiave di come la formazione è amministrata e strutturata. Dalla pubblicazione emergono le seguenti tendenze:

  • Aumento del numero dei bambini che segue l'educazione prescolare;
  • Aumento del numero degli studenti che si iscrive all'istruzione terziaria;
  • Aumento del numero dei laureati nelle aree scientifiche e tecnologiche;
  • Maggiore controllo della qualità dell'istruzione scolastica;
  • Nei nuovi Stati membri dell'Unione europea, l'organizzazione e la gestione dei sistemi di istruzione rispecchia molto quella dei 15 paesi dell'UE;
  • Diminuzione delle disparità nell'accesso agli strumenti informatici e a Internet nelle scuole.

 

Adattamento apprenditivo

La dimensione cognitiva nel processo percettivo*

La percezione è un processo mediante cui traiamo informazioni sul mondo in cui viviamo. L’atto percettivo può essere primitivo e immediato (non intellettuale), oggettivo (legato a condizioni esterne al percipiente), globale e unitario. Esistono situazioni in cui le realtà fisiche (suoni, vibrazioni) non hanno il loro corrispondente percettivo in situazioni di assenza fenomenica di realtà fisiche senza percezione. Le nostre possibilità percettive non sono in grado di cogliere tutta la gamma di onde elettromagnetiche, o ultrasuoni oppure lo spettro visibile dai 400 ai 700 millimicron. Esistono situazioni in cui in assenza di realtà fisica avviene la percezione in situazioni di presenza fenomenica, per esempio il silenzio e il buio sono sensazioni che percepiamo diverse dalle realtà fisiche.

Come si ricostituisce a livello fenomenico l’unità dell’oggetto fisico?

Wertheimer mostra i principali fattori di campo percettivo: vicinanza, somiglianza, continuità di direzione, esperienza passata.

Come l’identità, la grandezza, la forma di un oggetto possono rimanere invariate anche quando la proiezione retinica dell’oggetto varia al variare dei rapporti spaziali?

La grandezza dell’immagine retinica è sempre uguale, varia solo la distanza tra occhio e oggetto.

Perché percepiamo il mondo tridimensionalmente quando sulla retina l’immagine è piatta?

Perché percepiamo gli indizi di profondità fisiologici (meccanismi oculari), psicologici (indizi pittorici) nella sovrapposizione di luci e ombre in prospettiva aerea o lineare.

La psicologia associazionistica sostiene che riusciamo a cogliere l’espressività dei comportamenti altrui tramite il confronto con il nostro comportamento quando ci troviamo nello stesso stato d’animo dell’altro (empatia). Ma se la percezione delle qualità espressive è vera, possiamo cogliere nel prossimo solo i comportamenti e i sentimenti da noi esperiti. La psicologia dice che la comprensione dell’espressione è un fatto percettivo primario perché basato sulla struttura-evento e non sull’apprendimento.

Esistono meccanismi che trasformano i passaggi fisici del tempo, in segnali sensoriali. L’uomo è capace di orientarsi temporalmente secondo percezione e prospettiva temporale. Questo è il vissuto psicologico della persona che può avere rappresentazioni del passato e del futuro, vivendo nel presente in cui le rappresentazioni temporali dirigono il suo comportamento.

Esistono fattori innati o appresi. La percezione è innata. Il bambino distingue colori, forme diverse, profondità, toni diversi per cui la pratica e l’esperienza dei vissuti influiscono la percezione.

 

L’apprendimento

 Il meccanismo che permette all’individuo di adattarsi alle molteplici richieste dell’ambiente, presenta diverse tipologie.

 Condizionamento classico stimolo-risposta

 La nutrizione del neonato è una catena di azioni in cui non vi sono elementi appresi perché l’azione è attivata da uno stimolo di contatto. Dopo alcune settimane il comportamento del bambino non è più un riflesso istintivo in quanto egli apprende a succhiare e anche a nutrirsi. Accanto al meccanismo innato subentra quello derivato. Pavlov è il primo a studiare la genesi dei meccanismi derivati. Scopre che le ghiandole salivari dei cani entrano in funzione non solo per ingestione di cibo con stimolo incondizionato, ma per il suono di un campanello e l'accensione della luce come stimoli condizionati. Le connessioni tra stimolo e risposta sono riflessi condizionati. Le reazioni condizionate sono divise in acquisite, che si stabiliscono dopo l’addestramento e quelle naturali che si attuano in modo spontaneo. In assenza di stimoli le relative reazioni condizionate cessano.

 

Condizionamento operante

 Esistono molteplici forme di adattamento all’ambiente: sono attività spontanee dell’organismo che entra in interazione con molti stimoli. Skinner perfeziona con molti esperimenti la sua teoria. La Skinner Box è una gabbia fornita di una leva che fa cadere il cibo a seconda della pressione che esercita l’animale che viene premiato con questo. Così avviene il rinforzo che può essere positivo (premio) e negativo (punizione).

 

Apprendimento verbale

 Erbinghaus attua le prime ricerche sull’apprendimento verbale. In base a gruppi di sillabe senza significato, con lettere e numeri, il criterio di apprendimento era raggiunto quando ogni elemento della lista permetteva di evocare l’elemento successivo.

 

 Apprendimento cognitivo

 Secondo Tolman il comportamento è guidato dalle aspettative originate dalle esperienze già fatte.

 

La memoria

 La memoria è una struttura psichica che organizza l’aspetto temporale del comportamento. L’evento passato lascia una traccia che influenza l’evento successivo. Lo studio della memoria concerne nell’osservazione di come le tracce degli eventi si organizzano, nella fissazione o apprendimento, nella ritenzione e nel ricordo in cui si vede cosa il soggetto ha ritenuto e come..

 

Modelli generali della memoria

 

Il modello associativo è il più antico per spiegare il funzionamento della memoria. Si caratterizza per il fatto di poter descrivere le relazioni associative tra le informazioni in memoria.

Il modello stimolo-risposta si richiama alle teorie comportamentiste che si basano sulla connessione tra stimolazione ambientale e risposta comportamentale.

Il modello HIP (Human Information Processing) si propone di considerare l’uomo che opera sull’informazione esterna codificandola e distingue due tipi di memoria, memoria a breve termine STM e memoria a lungo termine LTM.

Il modello costruttivistico pone l’accento sul ruolo determinante delle operazioni compiute dal soggetto. La memoria è un insieme di processi che selezionano, organizzano e rielaborano informazioni esterne, per cui l’organizzazione dell’informazione è soggettiva, dipende dall’individuo.

Nel modello pluricomponenti la memoria non conserva uno stimolo in una sola maniera, ma sotto forma di diverse componenti. Esistono due sistemi di codifica degli stimoli, il sistema verbale e il sistema per immagini. Se lo stimolo è la figura di un oggetto, il soggetto lo codifica con sistema per immagini.

 

Elaborazione delle informazioni in memoria

 

Nella struttura della memoria, in tutti i modelli è presente la distinzione per fasi nell’elaborazione delle informazioni. Lo stimolo esterno al soggetto può essere rappresentato da una frase descritta sotto forma di onda sonora. La trasduzione sensoriale avviene quando la frase è un evento fisico per il soggetto per cui le onde sonore vengono convertite in impulsi elaborati dal sistema nervoso centrale. Il registro sensoriale è il magazzino dell’informazione in cui il soggetto conserva lo stimolo per poco tempo. E’ una memoria immediata che conserva informazioni in submagazzini, quali la memoria ecoica (conserva informazioni sensoriali) e la memoria iconica (informazioni visive). Il riconoscimento percettivo permette di attribuire significato allo stimolo registrato. La memoria a breve termine STM conserva l’informazione a breve tempo in un magazzino cerebrale. Così ogni nuovo elemento immesso potrebbe essere dimenticato, ma sottoposto a un processo di reiterazione, passa dalla memoria primaria alla secondaria. Con la memoria a lungo termine LTM l’informazione elaborata nella STM è conservata per tempi più lunghi. Sono diversi i fattori che contrastano la ritenzione mnestica. Le cause dell'oblio risiedono nelle interferenze che scaturiscono dal materiale da apprendere e dalle attività realizzate prima o dopo la fissazione. La ritenzione mnestica è migliore durante il sonno quando il livello di attività generale è più basso.

 

 

Laura Tussi

      

*Elaborato di ricerca su parte del saggio di R. Canestrari, Psicologia generale e dello Sviluppo, Bologna

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