Agosto 11, 2022

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La cruna dell’ago. Educazione e diseguaglianze tra giustizia sociale, democrazia e individualismo all’inizio del XXI secolo

 

Prof. Mario Caligiuri, Professore straordinario all’Università̀ della Calabria, dove insegna Pedagogia della comunicazione.

L’autonomia statutaria delle istituzioni scolastiche, prospettiva concreta o «utopia imperfetta»?

Prof. Fabio Saitta, Professore ordinario di Diritto amministrativo, Università di Catanzaro


Sommario: 1. Riprendendo un ragionamento svolto quindici anni fa. – 2. Decentramento del servizio nazionale di istruzione ed autonomia delle istituzioni scolastiche: dalla riforma costituzionale del 2001 alla c.d. «buona scuola». – 3. L’autonomia scolastica in Europa: un sintetico quadro d’insieme. – 4. L’autonomia statutaria delle università e degli istituti dell’Alta formazione artistica e musicale: spunti di riflessione. – 5. Le (persistenti) ragioni a favore del riconoscimento dell’autonomia statutaria delle scuole.


Decreto dignità e diplomati magistrali, la via maestra è quella legislativa

 

Le nuove forze di governo sappiano riappropriarsi della funzione di indirizzo politico che loro compete, il Parlamento ritrovi la propria competenza legislativa, l’intervento della magistratura cessi di essere la regola e diventi eccezione e si ristabilisca l’equilibrio democratico tra le istituzioni.


Con l’approvazione di un emendamento all’art.4 del “decreto dignità” (decreto-legge n. 87 del 2018) sono stati introdotti i commi da 1 bis ad undecies con cui si è cercato di dare una compiuta regolamentazione alla delicata questione dei diplomati magistrali, i quali, dopo la nota sentenza del mese di dicembre 2017 del Consiglio di Stato, avevano visto naufragare le aspettative di assunzione in ruolo.  A fronte di un paventato licenziamento di massa, si era invocata da più parti una soluzione politica che il precedente governo non era stato in grado di offrire preferendo lasciare ogni decisione ai suoi successori.

Il grande inganno del cambiamento, la scuola ancora tradita?

 

Cancellare la legge 107/2015, un imperativo categorico per la nuova compagine politica.

Non c’è stato un evento pubblico sulla scuola, prima dell’attuale legislatura, in cui non abbiano partecipato parlamentari o attivisti dei 5 Stelle e della Lega e che nei loro interventi non abbiano arringato i partecipanti con la frase, gridata in ogni dove, “quando andremo noi al governo cancelleremo la legge 107/2015”.

Sospendere i docenti, una pretesa autoritaria inaccettabile

 

La difesa ad oltranza della pretesa di poter sospendere i docenti da parte dell’organizzazione sindacale dei dirigenti scolastici fa il pari con i tratti autoritari impressi alla figura del dirigente scolastico dalla legge 107/2015 e rende evidente la deriva verso cui è scivolata la scuola e la condizione dei docenti italiani.

Progetto di legge 763, abolizione della chiamata diretta e degli ambiti territoriali

 

Pubblichiamo il testo della relazione del prof. Francesco Greco, presidente dell'Associazione Nazionale Docenti, nell'audizione presso la VII Commissione Istruzione del Senato di giorno 29 novembre 2018.

Scuola, sanzioni disciplinari per i docenti

 

Si affrontino le questioni con logiche condivise e di sistema.

Sconcerta non poco la querelle di questi giorni tra le organizzazioni sindacali firmatarie lo scorso 19 aprile 2018 del CCNL, l’ANP e lo stesso Miur, riguardo la responsabilità disciplinare del personale docente ed educativo.

È evidente che il combinato disposto dell’art. 12 e dell’art. 29, del suddetto contratto, delineano un chiaro rafforzamento del poter disciplinare in capo ai dirigenti scolastici in perfetta coerenza con il modello di scuola ex legge 107/2015, basato sull’idea che, per consentire l’efficace esercizio dei poteri dirigenziali, sia necessario eliminare ogni forma di partecipazione, confronto e dissenso democratico.

No alla regionalizzazione dell’istruzione, no all’abolizione del valore legale dei titoli di studio

 

Come si suol dire, se al peggio non c'è mai fine, al meglio non c'è neanche inizio. Ad una ad una, come la sequenza lineare di un effetto domino, le speranze di recuperare oltre un ventennio di politiche devastanti per il nostro sistema di istruzione e di formazione cadono di fronte a proponimenti che mirano oltremodo a disancorare la centralità che la Costituzione assegna alla scuola e all’università nel nostro sistema democratico, quale fattori primari di cambiamento sociale ed economico, di crescita individuale e collettiva.

Dopo la chiamata diretta, prioritario ridefinire gli ambiti territoriali

 

In una nota inviata al ministro dell’Istruzione, il prof. Francesco Greco, Presidente dell’Associazione Nazionale Docenti chiede che si intervenga per modificare profondamente i cosiddetti “Ambiti Territoriali”.

“Salutiamo con favore–scrive il prof. Greco- il recente accordo sulla cancellazione della “chiamata diretta” che anticipa l’eliminazione legislativa di uno degli istituti più deleteri della legge 107/2015 e reindirizza la scuola verso i più consoni binari del rispetto dell’ordinamento costituzionale. Un intervento necessario verso il superamento delle aberrazioni prodotte dall’inveterata “buona scuola” e delle umiliazioni fatte patire ad un’intera categoria professionale.

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