Agosto 20, 2022

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Corte di Giustizia dell’UE, norme italiane supplenze docenti violano il diritto dell’Unione

Come ormai da qualche mese si aspettava, oggi è giunta la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Ad aspettarla non erano solo migliaia di docenti precari, ma anche il Governo. Non a caso, nel documento “la buona scuola”, viene prevista l’assunzione a tempo indeterminato di circa 148.000 docenti.

La Corte ha evidenziato come la normativa italiana non prevede alcuna misura diretta a prevenire il ricorso abusivo a una successione di contratti di lavoro a tempo determinato, inoltre, esclude nel settore dell’insegnamento, il risarcimento del danno subito a causa del ricorso abusivo a una successione di contratti di lavoro a tempo determinato e non consente neanche la trasformazione di tali contratti in contratti a tempo indeterminato. Per tali motivi, la Corte conclude che tali situazioni sono in contrasto con la normativa europea ed in particolare con la direttiva 1990/70/CE, relativa al lavoro a tempo determinato e, dunque, la normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione.

 “Un risultato scontato –ha esordito il Prof. Francesco Greco, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti- che evidenzia come nel nostro Paese le tutele del lavoro debbano essere rafforzate e non ridotte, le riforme del Governo vanno in tutt’altra direzione. Dalle misure contenute nel Job Act a quelle annunciate per la scuola, si può vedere un unico filo conduttore, la progressiva spoliazione di diritti e di tutele dei lavoratori e la trasformazione del rapporto di lavoro in un rapporto di vassallaggio. E spiace che tutto questo avvenga sotto le spoglie di una forza politica che per l’affermazione dei diritti dei lavoratori ha impegnato e sacrificato le sue intelligenze migliori.”

“La sentenza della Corte -prosegue Greco- non risolve le controversie in atto a livello nazionale, spetterà adesso ai giudici nazionali ove sono pendenti le cause di lavoro risolverle conformemente alla decisione della Corte. Si tratta comunque di una decisione che vincolerà anche gli altri giudici ai quali venga sottoposto un problema simile. Ci aspettiamo, tuttavia, dal Governo che la questione assunzioni venga stralciata da ogni ipotesi di riforma della scuola e affrontata al più presto con gli strumenti normativi già disponibili e con risorse effettivamente aggiuntive evitando agli interessati un inutile dispendio di denaro per cause in cui lo Stato italiano non potrà che essere soccombente.”

 

Corte di Giustizia dell'unione Europea

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