Agosto 11, 2022

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Una scuola sempre più multietnica e multiculturale nel futuro dell'Italia

 

 

 

 

Pio G. Sangiovanni

 

Mentre i dati Istat ci informano che nel nostro Paese si parla sempre più in italiano (Nel 2012, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni, pari a 23 milioni 351 mila individui, parla in prevalenza italiano in famiglia), a discapito dei dialetti,  il report del Miur rileva che nella scuola italiana su 802.725 alunni con cittadinanza non italiana, iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, oltre il 50% sono nati in Italia. Una situazione che cambia e che dovrà avere un ruolo certamente non secondario nella discussione in corso sui destini della Scuola italiana.

 I dati ci informano che nell’ultimo anno scolastico erano presenti nelle nostre scuole di ogni ordine e grado, 16.155 alunni figli di migranti in più rispetto al 2012/2013. Di questi 167.591 hanno frequentato la scuola dell’infanzia, 283.233 la primaria, 169.780 la secondaria di I grado, 182.181 quella di II grado.  Del 9% degli alunni con cittadinanza non italiana sul totale complessivo, la quota di quelli nati in Italia è cresciuta del 2,1% rispetto all’anno precedente, e rappresenta ormai il 51,7% del totale degli alunni figli di migranti.

Per quanto riguarda i paesi di origine delle famiglie degli alunni, troviamo innanzitutto la Romania, Albania, Marocco, Cina, Filippine, Moldavia, India, Ucraina e Perù, mentre, relativamente alla distribuzione su base regionale, in Italia, la regione che ospita il maggior numero di alunni di cittadinanza non italiana è la Lombardia, con 197.102 presenze. L’incidenza maggiore si registra tuttavia in Emilia Romagna con il 15,3% del totale.

Le statistiche ci dicono inoltre che solo il 10% degli studenti con cittadinanza non italiana frequenta una scuola non statale, contro il 13,3% degli alunni italiani; sulla scelta dei percorsi scolastici della secondaria superiore, vi è una maggiore propensione verso gli istituti professionali e tecnici e, anche in questo caso, si registra una certa differenziazione fra gli alunni figli di migranti che sono nati in Italia e quelli nati all’estero nel 39,5%. Le ragazze, dal canto loro, orientano la loro scelta maggiormente verso gli indirizzi liceali, con una spiccata propensione verso lo psico-pedagogico seguito da Liceo Linguistico e Liceo Classico.

Insomma, una scuola sempre più multietnica e multiculturale che rappresenta una ulteriore e formidabile sfida per i docenti e per l’intero sistema scolastico nel suo complesso, chiamato a rispondere in termini di qualità, efficienza ed efficacia, nella consapevolezza che è in gioco il futuro di tante generazioni e dell’intero Paese.

Pio G. Sangiovanni

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