Giugno 30, 2022

banner2

Decreto o disegno di legge, è ormai il tempo delle decisioni. "Qui si parrà la 'vostra' nobilitate".

Dopo l’improvviso, ma non tanto inatteso stop alla presentazione del decreto nel Consiglio dei Ministri del 3 marzo scorso, e la decisione di convertirlo in Disegno di Legge da presentare in Parlamento, è stato tutto un pullulare di reazioni ed interpretazioni sulle reali intenzioni dell’Esecutivo Renzi rispetto alla tanto annunciata e attesa riforma della scuola. Accantonata l’ipotesi “nobile” di un richiamo del nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad evitare di proseguire con la cattiva pratica della decretazione d’urgenza e chiamare deputati e senatori a prendere parte attivamente a decisioni così importanti e decisive per l’Italia, cominciano ad emergere letture più allarmistiche, riferite a possibili revisioni del contingente da assumere a partire dal nuovo anno scolastico, come solennemente promesso.

Insomma, la decisione di voler restituire la facoltà di decidere al supremo organo della democrazia rappresentativa, secondo i più, non sarebbe altro che un modo per passare la patata bollente, cercando così di aggirare i mille ostacoli che la materia porta con sé. Certamente, adesso è finito il tempo dei proclami e degli annunci ad effetto, ormai, parafrasando il “sommo poeta” che invocava le muse, ci viene spontaneo dire ad ogni singolo attore del teatrino della politica italiana: “qui si parrà la tua nobilitate”.

Intanto una voce assolutamente autorevole e molto sensata si è levata per richiamare esattamente i termini della questione. È quella del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Vincenzo Spadafora, oggi a Torino per la quinta tappa del viaggio nell'Italia delle buone pratiche: "La scuola è una priorità del Paese, – ha affermato – per questo non vorrei che l'aver deciso di procedere con un disegno di legge anziché per decreto significasse che è considerato un tema meno urgente rispetto a quelli per i quali il governo ha proceduto speditamente. Vogliamo richiamare il governo – ha aggiunto – su quello che deve fare per favorire la nuova riforma della scuola, vediamo che in queste ore ci sono molte difficoltà. La scelta di concertazione è positiva, purché i tempi siano rapidi. Non vorrei che la decisione di dare spazio al Parlamento e alla democrazia da parte di un governo che finora ha spesso operato attraverso decreti nascondesse altri problemi, per esempio di fondi. In questo momento di crisi – ha concluso – le carenze di fondi sono note ma se è così è bene dirlo, servono certezze non solo per quanto riguarda gli insegnanti ma sull'intera riforma della Buona scuola".

Pio G. Sangiovanni

Image

SEDE LEGALE

AND, Viale degli Alimena, 61
87100 Cosenza
Tel. +39 0984645690 - 098427572

© 2021 AND. All Rights Reserved

Image
Policy Cookie

Questo sito utilizza dei cookie che ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Puoi prendere visione dell'informativa estesa sull'uso dei cookie o negare il consenso cliccando su "Leggi Informativa". Proseguendo la navigazione o cliccando su "Accetto" acconsenti all'uso dei cookie.